A cura di Monica Camozzi
Foto di Simone Angarano e Luca De Nardo
Il termine maschera viene dal longobardo “mascka”, significa strega, in linea di massima.
Gli antichi usavano maschere per riti propiziatori, per garantirsi raccolti, celebrare il fiorire della primavera. Poi, la storia ne ha stemperato l’uso veicolandolo a tante forme espressive: quella teatrale, in primis. Quella carnacialesca. In fondo, mettersi la Maschera è giocare un ruolo. Possiamo essere altro: molto seri, molto divertenti, molto seduttivi.
La maschera è complice della storia che vogliamo vivere.
Ad esempio in un grande palazzo, con abiti fiabeschi, dal folklore che ammalia perché trasformato dalle mani sapienti della moda. Con un trucco straordinario, vera opera d’arte, capace di dare un altro sapore alla realtà e di far volare il nostro immaginario. Con occhi bistrati e gote da bambola, per farci guardare meglio l’anima.
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