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Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis

Lanterne magiche, la collezione Valerio De Paolis illumina Roma

Oltre cento capolavori della fotografia internazionale al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese

Dal 14 febbraio al 6 settembre 2026 Roma ospita una delle più importanti mostre di fotografia dell’anno. Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis approda al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese con una selezione inedita di oltre cento opere firmate da maestri della fotografia internazionale.

Curata da Alessandra Mauro, Roberto Koch e Suleima Autore, l’esposizione è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con organizzazione di Cinema e la collaborazione di Contrasto, che firma anche il catalogo.

La lanterna magica come metafora dell’immagine

Prima ancora della nascita della fotografia e del cinema, la lanterna magica rappresentava uno dei primi dispositivi di narrazione visiva. Una scatola, una fonte luminosa e immagini proiettate capaci di evocare mondi lontani, monumenti, ritratti e sequenze figurative.

La mostra riprende questa suggestione storica trasformandola in chiave contemporanea: le fotografie della collezione De Paolis diventano proiezioni emotive, frammenti di memoria e visioni che dialogano tra loro, costruendo un racconto visivo potente e stratificato.

Valerio De Paolis e il collezionismo come memoria visiva

Il percorso umano e professionale di Valerio De Paolis è stato profondamente segnato dall’immagine. Dal cinema – come direttore di produzione, produttore e distributore – alla passione per arte, pittura, scultura e fotografia, la sua collezione nasce da affinità visive e risonanze interiori.

La fotografia, in particolare, si configura come spazio di riconoscimento e confronto, dove le immagini dialogano con l’esperienza cinematografica e con una memoria personale costruita nel tempo.

Le tre sezioni della mostra

L’esposizione si articola in tre nuclei tematici, pensati come capitoli di un unico racconto.

Un’idea di donna

Il corpo femminile viene indagato attraverso sguardi differenti, tra seduzione, identità e rappresentazione. In questa sezione dialogano autrici e autori che hanno segnato la storia della fotografia, tra cui Lillian Bassman, Letizia Battaglia, Cindy Sherman e Francesca Woodman.

Un’idea di spazio

Lo spazio, soprattutto urbano, diventa terreno di esplorazione e analisi visiva. Particolare rilievo è dedicato a Luigi Ghirri, presente con un ampio gruppo di opere che riflettono sulla percezione del paesaggio e sulla costruzione dell’immagine.

Accanto a lui, maestri come Henri Cartier-Bresson e Gianni Berengo Gardin offrono prospettive diverse sul rapporto tra uomo e ambiente.

Lo spazio dell’arte

La terza sezione mette in relazione fotografia e avanguardie artistiche, intrecciando linguaggi e sperimentazioni. Tra i protagonisti figurano Man Ray, Dora Maar, Herb Ritts e Thomas Ruff.

Oltre cento opere di maestri internazionali

La mostra riunisce più di cento fotografie di formati differenti firmate da alcuni dei più importanti autori della scena internazionale, tra cui Nobuyoshi Araki, Tina Modotti, Mimmo Jodice, Shirin Neshat, Dennis Hopper, Saul Leiter, Candida Höfer, Edward Weston e molti altri.

Un corpus straordinario che offre al pubblico romano e internazionale un’occasione rara per esplorare la collezione privata di Valerio De Paolis e per riflettere sul potere dell’immagine come strumento di memoria, racconto e identità.

Ad accompagnare l’esposizione, un ciclo di proiezioni realizzato in collaborazione tra la Casa del Cinema e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che amplia ulteriormente il dialogo tra fotografia e settima arte nel cuore di Villa Borghese.

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