Home Art & StyleCinema e TeatroThe Ugly Stepsister: la fiaba di Cenerentola diventa un incubo body horror
The Ugly Stepsister: la fiaba di Cenerentola diventa un incubo body horror

The Ugly Stepsister: la fiaba di Cenerentola diventa un incubo body horror

Il 2025 porta sullo schermo una delle riletture più disturbanti e originali della fiaba di Cenerentola. Con The Ugly Stepsister, l’esordiente regista norvegese Emilie Blichfeldt trasforma il classico racconto in una feroce satira sull’ossessione per la bellezza, mescolando commedia nera, body horror e critica sociale. La protagonista non è la dolce fanciulla che perde la scarpetta, ma Elvira, la sorellastra “brutta” e insicura, costretta da una madre spietata a sottoporsi a terribili torture estetiche pur di diventare desiderabile agli occhi del Principe.

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Il film ribalta così il punto di vista tradizionale, facendo emergere il lato più oscuro della fiaba: quello in cui l’amore romantico si trasforma in violenza contro il corpo femminile. Tra chirurgia estetica medievale, diete mostruose e mutilazioni autoimposte, Elvira incarna il dramma di chi tenta disperatamente di conformarsi ai canoni di perfezione imposti dalla società. La regia di Blichfeldt combina effetti speciali artigianali, fotografia gotica e ironia nerissima, fondendo la sensualità decadente di Dario Argento con il realismo crudo del cinema scandinavo contemporaneo.

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Acclamato al Sundance Film Festival e vincitore del Sitges 2025 come miglior film, The Ugly Stepsister è stato lodato dalla critica per la sua potenza visiva e il coraggio tematico. Con un punteggio del 96% su Rotten Tomatoes, è considerato una delle opere più innovative dell’horror femminista europeo. Blichfeldt, ispirata da Cronenberg e Julia Ducournau, usa l’orrore non per scioccare gratuitamente, ma per svelare quanto la ricerca della bellezza possa diventare una forma di auto-distruzione.

Il messaggio finale è chiaro: sotto la lucentezza delle fiabe si nasconde da sempre una violenza sociale e psicologica che colpisce chi non è conforme. In questa Cenerentola deformata e contemporanea, “vissero per sempre felici e contenti” suona come la più crudele delle illusioni.

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