Il set è dominato da un’atmosfera di spontaneità e introspezione. Una modella è seduta su una poltrona, ma non c’è nulla di convenzionale nelle sue pose: appare stanca, pensierosa, in cerca di una posizione che possa darle conforto o ordine, ma senza trovarlo. Le sue pose sono scomposte e disordinate, come se raccontassero la tensione di un’anima inquieta. Ogni movimento sembra guidato da un impulso naturale, quasi ribelle, che rompe con l’idea tradizionale di compostezza. La luce sul set è dura, cruda, senza compromessi: disegna linee nette e ombre profonde, accentuando i contrasti e amplificando il senso di disordine e vulnerabilità. La poltrona, da semplice elemento scenico, diventa quasi un simbolo: un punto di riferimento instabile in cui la modella si perde e si ritrova.
Fotografo: Simone Ragazzini https://www.instagram.com/simoneragazzini.it; https://www.simoneragazzini.it/ | Modella: Beatrice Soli https://www.instagram.com/beatriceesoli | Studio Clouse-up Bologna 






