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Brinner e Mocktail: nuova antropologia del meeting

di Monica Camozzi

Il Brinner e il Mocktail: tendenze culinarie e sociali che rivoluzionano il modo di incontrarsi e fare dating

Uno è l’unione fra Brunch e Dinner, il Brinner. L’altro modula gusto e presentazione sul classico cocktail, ma senza alcol. Il Mocktail, appunto. Non sono mode passeggere, ma un vero e proprio mutamento dell’antropologia culturale nella fascia 18-30. Ma forse anche di altre categorie social-anagrafiche. Il nuovo mood cambia il concetto di aperitivo come lo abbiamo sempre inteso, ovvero preferibilmente alcolico e in fascia serale più salutista, più mattiniera, più vegan, la Generazione Z detta le sue regole.

Un’indagine condotta da Euromedia Research, rivela che il 46% degli italiani considera gli analcolici come Comfort food, collocandoli accanto a pizza, lasagne, cioccolato. E nei dati diffusi da Tinder Italia, la versione biologica del classico brunch ha menzioni in aumento del 7% nel 2025 rispetto al 2024.

Benessere e familiarità sembrano essere i nuovi imperativi e il Brinner, ovvero un brunch che viene vissuto come un aperitivo, diventa il momento sociale per eccellenza. Quello in cui darsi appuntamento, anche per la prima volta, sostituendo la serata alcolica con una sobria colazione – in cui guardarsi negli occhi risulta più autentico.

Il momento slow in una vita fast (e il dating diventa dry)

L’incontro mattutino, molto slow, diventa il nuovo rituale del weekend. Rispettoso di scelte alimentari che non sono più un vezzo, ma una scelta consapevole: il Brinner incorpora piatti vegani, prelibatezze senza glutine e senza lattosio, combo dolce-salato, caffé specialty e i mitici Mocktail, frontiera del bere sostenibile senza rinunciare all’ebbrezza del gusto. Cappuccini d’avena, pane e cioccolato fatti in casa sostituiscono pizza e salatini.

La colazione viene vissuta come un momento più sincero, rispetto all’aperitivo, al momento di approfondire la conoscenza. Dietro un caffè si parla meglio che davanti a un Negroni. E intanto nascono nuovi format: colazioni condivise, brunch matchati e community food events dove ci si incontra davvero.

E il Mocktail? Non caccia giù dal podio lo Sptiz, ma lo insidia pesantemente.

Anche qui, Tinder confema il dato: alcolizzarsi non è più così cool, le menzioni ai “drink” diminuiscono del 25% rispetto allo scorso anno, quelle all’aperitivo classico calano del 16,5%. E possiamo a giusta ragione parlare di antropologia culturale, se pensiamo che un tempo, scorrendo il classico film americano, il gesto di versarsi un whisky –sempre lì a portata di mano, anche la mattina presto- era consuetudine costante.

Ma quel che più affascina, è il dry dating, ovvero l’appuntamento senza le insidie dell’alcol. Tinder lo aveva già evidenziato nel report Future of dating del 2023.

A fare tendenza è lo zebra striping, ovvero alternare cocktail e mocktail nella stessa esperienza gustativa, creando uno swith di sapori e sensazioni.

Tinder dà addirittura le ricette più in voga: ad esempio il Passion Virgin Mojito, dove il classico mojito delega al frutto della passione il compito di catturare le papille. Mini quiche vegana e avocado toast sono i complementari.

Dating: la parola d’ordine è autenticità

Onestà, rispetto e apertura, ovvero mostrarsi per ciò che si è davvero, sono la nuova frontiera del dating, registrata da Tinder. Il 75% dei giovani single ritiene più attraente chi lavora sulla sua salute mentale rispetto a chi si nasconde dietro a una miscela alcolica.

La Gen Z dà più importanza a qualità basate sui valori, come la fedeltà (79%), il rispetto (78%) e la mentalità aperta (61%). L’aspetto fisico invece è importante solo per il 56%.

Giochetti e “strategie di conquista” non fanno parte della indole della Gen Z! Il report di Tinder dimostra infatti che, rispetto ai dater di età superiore7, i giovani hanno il 32% in meno di probabilità di ghostare una persona. Inoltre, il 77% degli utenti di Tinder risponde a una persona che ritiene interessante nel giro di 30 minuti, il 40% risponde in massimo 5 minuti e più di un terzo risponde immediatamente7. Questo dato è ancora più interessante se si confronta con il modo in cui i Millennial consideravano gli appuntamenti 10 anni fa: il 73% di chi oggi ha tra i 33-38 anni concorda che le “strategie di conquista” (come farsi desiderare apposta, dare segnali poco chiari, sondare il terreno) erano considerate la normalità quando avevano 18-25 anni, mentre oggi non lo sono più.

La maggior parte degli under 30 usa le app di dating, ma il 55% ha avuto una relazione seria con una persona conosciuta su Tinder e il 37% conosce qualcunə che l’ha avuta.

Oltre ai Binner e ai Mocktail, la Gen mostra di portare il cambiamento nel profondo: questo approccio si traduce in quello che Paul Brunson, esperto di Tinder in materia di relazioni, definisce “tutto o niente”. Nessun filtro, nessuna maschera.

Brunson ritiene che questa generazione avrà “matrimoni lunghi e felici. Crescita personale, benessere mentale e intenzioni chiare: queste sono tutte le priorità della Gen Z e sono solide fondamenta per avere un giorno matrimoni più sani e a lungo termine”.

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