Home FotografiaLeica Conversations: Ara Güler e Lys Arango a confronto alla Leica Gallery di Madrid
Leica Conversations: Lys Arango a Madrid

Leica Conversations: Ara Güler e Lys Arango a confronto alla Leica Gallery di Madrid

di Monica Camozzi

Esplora le diverse modalità espressive di Ara Güler e Lys Arango, dai racconti di Istanbul alla transizione energetica

Le mostre fotografiche per il Centenario di Leica continuano, riservando splendide sorprese: una di queste sono le Leica Conversations, confronti fotografici che alla Leica Gallery di Madrid hanno visto protagonisti Ara Güler e Lys Arango. Güler, fotografo turco-armeno morto qualche anno fa, è stato definito “l’occhio di Istanbul”: maestro di fotogiornalismo, fu capace di narrare la trasformazione della Turchia con spirito umanistico e una narrativa ricca di emozione. Lys Arango, spagnola laureata in relazioni internazionali, si focalizza su questioni sociali e umanitarie, con grande attenzione ai problemi della transizione energetica. Come sempre, le Leica Conversations mettono a confronto modalità espressive e tecniche differenti.

La Leica Gallery di Madrid espone una delle immagini più belle di Güler, descritta anche da Lys Arango: quella dei pescatori di Kumkapi che tornano alle prime luci dell’alba. “La composizione è meravigliosamente sfaccettata e cattura la sinergia tra luce, texture e movimento – afferma Arango – Non è soltanto un ritratto di pescatori, ma anche una rappresentazione poetica del loro rapporto con il mare. L’accostamento tra la tenue luce mattutina e l’energia dinamica della scena crea un’immagine senza tempo e di grande impatto. Ammiro molto questa capacità di comunicare le difficoltà ma anche la bellezza di uno stile di vita, e mi sforzo di rifletterla anche nel mio lavoro.”

Leica Conversations: Lys Arango a Madrid

Diversi linguaggi visivi per raccontare il cambiamento

“La Istanbul di Ara Güler riflette una città tra tradizione e modernità, così come il mio progetto in Asturia racconta il passaggio dall’estrazione del carbone all’energia verde. Entrambi esploriamo tematiche quali identità, resilienza e cambiamento. I nostri linguaggi visivi sono però diversi”. Güler usa il bianco e nero, un realismo non drammatico ma deciso e spontaneo. La fotografia di Lys Arango ha un approccio più intimo, mette in relazione ritratti, paesaggi ed elementi simbolici per trasmettere una narrazione completa. “Il lavoro di Ara Güler, ricco di texture e radicato nella cultura di Istanbul, mi ricorda quanto è importante il legame con l’anima di un luogo.

Leica Conversations: Lys Arango a Madrid

Questi fotografi dimostrano che il lavoro documentale non si limita a catturare dei momenti, ma anche a custodire storie ed emozioni, una filosofia molto affine alla mia. La capacità di Sebastião Salgado di documentare le persone e l’ambiente, per esempio, ha influenzato il mio approccio ai progetti di lungo termine”. L’obiettivo delle Leica Conversations è, effettivamente, quello di dare la parola alla fotografia nella sua essenza più pura, dimostrando la sua valenza narrativa tout court.

Leica Conversations: la fotografia è più eloquente delle parole

La conversazione che si sviluppa qui rivela due diversi scenari che partono da contesti storici e geopolitici lontani ma convergono in una esplorazione critica delle fratture sociali. Entrambi i fotografi costruiscono una testimonianza antropologica, documentando comunità attraversate dalla precarietà e dalla trasformazione forzata da quello che chiamiamo progresso.

Leica Conversations: Lys Arango a Madrid

Güler cattura l’erosione del tessuto urbano che avviene per via della modernizzazione, mentre Arango esprime la vulnerabilità portata da elementi di crisi globale. Ancora una volta, la fotografia ci mostra il suo lessico omnicomprensivo, che non necessita di parola. L’esibizione, curata da Matias Costa, rimarrà visibile fino al 17 maggio 2025.

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