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E se la genesi del Gattopardo fosse avvenuta qui?

di Monica Camozzi

Proprio ora, che Il Gattopardo è disponibile su Netflix dal 5 marzo (con Kim Rossi Stewart, Benedetta Porcaroli, Deva Cassel e Saul Nanni), parliamo di un luogo dove Tomasi di Lampedusa era solito passare parecchio tempo, armato di taccuino. Il palazzo dei baroni Arone di Valentino, nel cuore di Palermo.

Chi vuole rivivere e respirare la vita culturale del XVIII e XIX secolo e immergersi con anima e corpo in un mondo parallelo, può farlo qui. In una residenza che data il 1555, collocata all’interno del sito arabo normanno patrimonio Unesco.

A costruire il palazzo fu Don Gilberto Bologni, marchese di Marineo, uno dei protagonisti della scena politica siciliana. Questo imprinting resterà fra le mura per sempre: qui fu infatti istituito il Circolo Bellini, una sede di conversazione di lignaggio.

E se la genesi del Gattopardo fosse avvenuta qui?

Gli avvincendamenti della proprietà sono infatti blasonatissimi: i Principi di Castelnuovo arricchirono il palazzo di affreschi e stucchi, fra le sale passarono personaggi come Giovanni d’Austria, vincitore della battaglia di Lepanto.

Nell’800, l’arrivo dei Baroni Arone di Valentino (e di una donna straordinaria)

Nel 1874, il palazzo fu acquistato da Giuseppe Arone, che in seguito lo passò al nipote Francesco. Egli sposò la principessa Marianna Lanza Filangeri dei Principi di Mirto e la sua impronta è ancora presente. Colta, amante delle arti, della musica, colorò il palazzo di sensazioni e percezioni multiple. Fra maioliche, disegni da lei realizzati, arredi, scorre la passione della principessa nel fiume della storia e del costume ottocentesco.

Un luogo perfetto, per ambientare uno shooting carismatico, dal potere retroattivo in termini emozionali.

E se la genesi del Gattopardo fosse avvenuta qui?

I disegni di Marianna, realizzati dal 1876 al 1877, si possono ancora ammirare in salotto. A lei è dedicata la suite Donna Marianna. I suoi manufatti in argento russi e le porcellane cinesi vibrano ancora di bellezza. Alcune lettere raccontano dei preparativi per il gran gala in onore di Giacomo Puccini e della sua Bohème, rappresentata nel 1896 al Teatro Politeama Garibaldi, in quel tempo sede di rappresentazione dell’opera.

Il quadro è quello di una Palermo felice, ispiratrice, su cui il sole non tramonta mai.

Gli eredi e la prosecuzione della favola

Oggi il palazzo appartiene agli eredi, Bernardo e Simona Arone di Valentino, che lo hanno vissuto nella quotidianità e ne portano avanti la storia, presente in qualsiasi adito della dimora: dai cassettoni decorati con scene paesaggistiche ai salotti con affreschi di scene bibliche. Le suite sono state arredate con mobili di casa, tessuti pregiati, pezzi unici come il magnifico arazzo del Caucaso di fine 800.

E se la genesi del Gattopardo fosse avvenuta qui?

Il palazzo offre innumerevoli spunti esperienziali, dalla cena al piccolo evento di gala, dai concerti alle presentazioni di libri. Naturalmente, può essere teatro di una meravigliosa esperienza fotografica, magari giocando sui contrasti fra una storia epocale sullo scenario mutevole della modernità.

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