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Intervista a Fabio Zaffagnini: la storia di Rockin'1000 e il sogno che ha cambiato la musica

Intervista a Fabio Zaffagnini: la storia di Rockin’1000 e il sogno che ha cambiato la musica

Dalla geologia alla musica, Fabio Zaffagnini racconta il viaggio che ha portato Rockin’1000 a diventare un fenomeno globale

A cura di Tobia Dell’Olio

“Tutto quello che tocco si trasforma in avventura, ma qui si esagera”. Sono le prime righe sì di un libro (“Da zero a mille”) ma anche della vita di un uomo, anzi un romagnolo DOC classe ’76, che da geologo è diventato praticamente il re del rock semplicemente esprimendo un desiderio: far suonare una delle rock band più incredibili della terra, i Foo Fighters, a Cesena, la sua città. Non c’è riuscito da solo, ma con altri 1000 sì, 1000 artisti che il 26 luglio del 2015 si sono ritrovati al parco Ippodromo per suonare tutti insieme “Learn to Fly” dei Foo Fighters. Il sognatore è Fabio Zaffagnini, mente e motore di Rockin’1000, l’organizzazione che da quel giorno in poi è diventata, di fatto, la band più grande del mondo convincendo Dave Grohl a suonare a Cesena il 4 novembre dello stesso anno.

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Quest’anno si festeggiano i 10 anni di Rockin’1000
Un traguardo importante, duriamo da dieci anni e forse avete avuto un’idea di chi siamo se avete visto l’esibizione di Jovanotti al Festival di Sanremo, quei matti che suonavano all’unisono tantissime batterie su “L’ombelico del mondo” siamo noi, anche se in versione ridotta, un centinaio. Il primo tentativo di questo record risale appunto a dieci anni fa quando abbiamo voluto fare un tributo alla band di Dave Grohl, il video è diventato virale, oltre 70milioni di visualizzazioni, lui l’ha visto e ha bussato alle porte dei Carisport di Cesena con la sua band esibendosi davanti a oltre 3000 persone. Da allora facciamo concerti nei palazzetti, negli stadi in ogni parte del mondo.

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Geologo marino, un impiego al CNR, spedizione in Antartide a bordo di una vecchia nave militare russa e poi all’improvviso trovarsi nel mondo musicale
Un gran bel salto, vero? E inoltre suono la chitarra ma non sono un gran manico. Eppure volevo arrivare in alto. Ho fatto tanti anni sulle navi oceanografiche svolgendo il lavoro appunto di geologo, ascoltavo in solitaria tanta musica ma volevo condividerla e da lì è partita l’idea. Non avevo mai organizzato un evento così, ma una volta iniziato ho deciso che non mi dovevo fermare e arrivare al massimo, forse ispirando tutti coloro che hanno qualche idea nel cassetto che non sanno come realizzare, ma anche per chi non è capace di fermarsi in un posto ma è sempre alla ricerca di stimoli ed emozioni.

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Tu hai dato un nome a questo sogno
Rockin’1000, ma soprattutto diventare le Nazioni Unite della musica, riunire più persone che di lavoro non fanno i musicisti ma suonano e portarli nei grandi stadi, farli diventare dei “millini”. Un nomignolo che si sono dati tutti quelli che fanno parte di questa follia sonora, ma sminuente da un punto di vista numerico, perché nel mondo siamo oltre 100.000 persone provenienti da 190 paesi. E se parliamo di numeri aggiungo: 350 chitarre, 150 bassi, 200 batterie, 200 cantanti, poi tastiere, archi, fiati. Tutto questo è Rockin’1000.

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Un successo che hai riversato anche in un libro, anzi una sorta di guida spirituale
“Da zero a mille, la storia di Rockin’1000 e altri colpi di testa (più qualche lezione imparata a fatica)”, racconta soprattutto quello che è successo prima di buttarmi in questo gesto incredibile, perché il backstage è rappresentato da 35 anni di vita e di esperienze in ambiti completamente diversi che ho rianalizzati e indirizzati verso questa avventura. Un libro che dice a quelle persone che pensano di far qualcosa che non li porterà da nessuna parte che la svolta è lì dietro l’angolo. E una delle lezioni citata nel sottotitolo è che i sogni sono belli e stimolanti ma hanno un costo, un prezzo nonostante mi vedano come un sognatore, quello che ha fatto il miracolo. Sognare è una cosa seria ma devi mettere in conto di fare tanti sacrifici, di subire sconfitte. Quindi ho imparato, a fatica, il costo dei sogni.

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