Le Olimpiadi di Parigi sono ormai terminate, lasciando alle spalle sedici giorni di gare, emozioni e medaglie. La cerimonia di chiusura, diretta da Thomas Jolly, ha salutato i giochi con uno spettacolo carico di sorprese e colpi di scena. Questa volta, lo Stade de France ha preso il posto della Senna come protagonista della serata, trasformandosi in un palcoscenico futuristico con l’evento “Records“.
La cerimonia ha visto oltre cento artisti esibirsi davanti a 70.000 spettatori, con una coreografia che ha immaginato un mondo senza Olimpiadi.
L’inizio, con una versione dell’inno nazionale francese suonata dall’orchestra, ha sorpreso per la sua delicatezza, più simile a una ninna nanna che a un inno di reclutamento militare.

Tuttavia, l’idea di far sfilare i portabandiera tutti insieme, senza le rispettive delegazioni, ha ricevuto consensi, sebbene l’emozionante ingresso dei nostri portabandiera non sia stato adeguatamente valorizzato.
Lo stadio si è poi trasformato in una discoteca a cielo aperto, un momento di pura gioia in cui lo spirito olimpico ha brillato in tutto il suo splendore, grazie anche alla straordinaria performance di Benjamin Vernay al pianoforte.
Il gran finale ha visto Tom Cruise entrare in scena con un’esibizione spettacolare, in perfetto stile “Mission Impossible”, per poi passare la bandiera olimpica a Los Angeles, città in cui si terranno i Giochi Olimpici nel 2028.
