LETTERA DELL’EDITORE
“Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio.
Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio”.
Italo Calvino, ne Il Barone Rampante, ci ricorda che la leggerezza non è una fuga: è uno stato mentale. Non è un caso che leggerezza, in inglese, si dica “lightness”, derivato la luce: l’anima della fotografia, che secondo Calvino è il mondo della “sospensione”. Niente affatto superficiale, anzi, profonda ma appartenente a uno spazio a sé stante. È la luce a mettere o levare peso, a creare quel gioco di pieni e di vuoti, di densità diverse capaci di creare una seconda realtà, eterna, fuori dal tempo.
Ognuno di noi ha bisogno di quello spazio, del suo spazio: che venga evocato dalle pagine di una rivista, da un film, da un reel, poco importa: rappresenta l’altalena del trapezista con cui voliamo qua e là, in cieli diversi, per poi tornare a terra (possibilmente con la rete). Il nudo poi, quando è artistico riesce a creare la sinestesia, per cui tocchiamo guardando, le nostre percezioni si espandono. Talvolta, guardando una fotografia, riusciamo persino a sentirne il profumo ed è una sensazione liberatoria. Nessuno può mettere confini all’immaginazione.
Cambiare approccio, come suggeriva il Barone Rampante, è l’unica vera libertà che abbiamo, in ogni istante e che nessuno può levarci. Ed è il vero, grande potere dell’arte.
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La stampa 24×30 in brossura fresata usa carta di altissima qualità (copertina in cartonato patinata opaca con lavorazione soft touch, e 150 gr/mq per le pagine interne).












