A cura di Simone Angarano
Foto di Luca De Nardo
Si definisce composizione la disposizione di vari elementi dell’immagine all’interno della cornice del fotogramma. Sta al fotografo scegliere l’inquadratura, la lunghezza focale o un punto di ripresa rispetto ad un altro e questo può variare di molto la comunicazione di un’immagine.
La composizione ha le sue regole e imparare a metterle in pratica non è difficile. Con l’avvento del digitale possiamo scattare numerosi scatti variando la composizione per poi valutarne l’efficacia successivamente.
Vedremo di seguito alcune tecniche di base.

Riempire il Fotogramma
La prima regola per una buona composizione è quella di riempire il fotogramma utilizzando il soggetto. Questo donerà all’immagine un maggior impatto visivo. Indipendentemente dal tipo di obiettivo che utilizzerete, grandangolo o tele, sarà sempre il soggetto che deve dominare l’area dell’immagine.
La regola dei terzi
Tale regola fu enunciata da Leonardo da Vinci nel Cinquecento, consiste nel dividere un quadrato o un rettangolo in terzi, in entrambi i sensi e poi disporre il punto di interesse in corrispondenza di una delle intersezioni. Questo permetterà di rendere più efficace la composizione.
Le intersezioni che si vengono a creare vengono dette Punti di Forza.
Per migliorare la “leggibilità” di un’immagine applicando la regola dei terzi bisogna tener presente che meno saranno i punti di interesse, migliore sarà il risultato. Secondo la teoria della composizione, in una buona inquadratura dovrebbero esserci solo uno o due punti di interesse, ovviamente posti in concomitanza di una delle intersezioni della griglia.
Vi ricordo che questo metodo non deve essere vincolante alle vostre scelte ma deve servire come linea guida. Nella maggior parte dei casi questo vi aiuterà a creare delle immagini dinamiche e equilibrate.

L’orizzonte nel fotogramma
Usato principalmente nei paesaggi spesso viene utilizzato tenendo la linea proprio al centro dell’immagine, però per dare enfasi ed equilibrio alla composizione si può applicare in modo particolare la regola dei terzi. Questa teoria sostiene che la linea dell’orizzonte appaia nella parte alta o bassa dell’inquadratura, in questi casi aumenterà il dinamismo. Per decidere dove disporre l’orizzonte basta valutare quale parte della scena è per voi la più importante.
Effetto Quinta
In pratica si utilizzano elementi che fanno da quinta sia in orizzontale che in verticale. Scattare attraverso qualcosa che sia una porta, una finestra, un ramo incornicia l’immagine limitandone il campo visivo e richiama l’attenzione sul soggetto. Questo è anche il modo più’ semplice per creare un effetto prospettico dando all’immagine un senso di maggiore profondità. Pertanto gli elementi che fanno da quinta servono a creare un’inquadratura dentro l’inquadratura e a dirigere lo sguardo dell’osservatore verso il soggetto principale. Inoltre gli elementi della quinta possono apparire sia a fuoco che non. Utilizzare un medio tele permetterà di avere quinte più sfocate mentre utilizzando un grandangolo la maggiore profondità di campo le farà risultare più a fuoco. Come concetto di base ai fini del senso di profondità se la quinta è appena accennata allora è meglio che essa sia leggermente fuori fuoco, mentre se essa è presente con tutta la sua evidenza è preferibile che risulti nitida.

Elementi di distrazione
Si definiscono tali quegli oggetti , estranei alla scena, che sviano l’attenzione dal soggetto oppure disturbano con la loro presenza. Ovviamente la prima regola per evitare errori banali è quella di studiare molto bene la scena ritratta concentrandosi sull’area del mirino. Va tagliato tutto ciò che può sviare l’occhio, ricordate che il soggetto deve sempre essere riconoscibile senza alcun dubbio.
Un’altra tecnica consiste nello sfocare eventuali elementi di disturbo che si trovano in secondo piano rispetto al soggetto.
Linee, Forme, Colore
Gli elementi visivi che un fotografo deve ricercare sono: linee, forma, motivo e colore. Ogni fotografia contiene almeno uno di questi elementi a prescindere dal soggetto che attribuiscono all’immagine un forte valore simbolico.
Le linee possono simboleggiare saggezza come ad esempio le rughe scavate in un volto di un anziano, oppure paura come le linee di un vetro rotto. Ognuno di noi in maniera inconscia attribuisce questi valori. Imparare a riconoscerli vi aiuterà a sfruttarle al meglio.

Le forme sono il contorno di un oggetto bidimensionale; le principali sono cerchio, quadrato e triangolo, in fotografia possono essere utilizzate per creare un effetto di stabilità, di forza o di quiete. Inoltre l’occhio dell’osservatore è sempre alla ricerca di un punto su cui posarsi e una forma decisa richiama l’attenzione.
Il colore è essenziale per la creazione di immagini, ogni cromatismo ha infatti il suo significato che crea reazioni emotive diverse. I colori possono essere armoniosi oppure stonare, caldi , freddi, decisi o sfumati creando in certi casi anche una confusione visiva. Imparare a usarli e dosarli abilmente richiede tecnica e studio.
Nelle prossime puntate della “Foto Svelata” approfondiremo questo argomento.
