Home Fotografia Sfatiamo il mito del digitale: la fotocamera digitale non è superiore o più avanzata di una fotocamera analogica.
simone angarano

Sfatiamo il mito del digitale: la fotocamera digitale non è superiore o più avanzata di una fotocamera analogica.

Fotografie e a cura di Simone Angarano

Tra le due ci sono ben poche differenze anche se spesso si stenta a crederlo ed è per questo motivo che la scelta tra Digitale e Analogico non deriva solamente da considerazioni tecniche.

Cominciamo col dire che il principio ottico che c’è alla base è il medesimo. Anche il più blasonato obiettivo Carl Zeiss Sonnar dedicato alla fotocamera è stato inventato nel 1924 e lo schema ottico è praticamente immutato da allora. Tutti gli schemi ottici odierni non sono stati progettati nei primi decenni del secolo scorso.

simone angarano

Se ci pensiamo, anche il concetto di scatola con foro e piano di proiezione” è il medesimo. Nel sensore sono i fotodiodi a reagire alla luce e ai sali di Argento nella pellicola. Il prodotto del sensore è un segnale elettrico, ma continuo e quindi perfettamente analogico.

La differenza sta nell’ ADC ( Analog to Digital Converter) che converte il segnale elettrico continuo dei fotodiodi in sequenze digitali di zero e uno. Pertanto, fino a questa conversione, la fotocamera digitale si comporta in modo semplicemente analogico.

La tecnologia digitale è ancora molto giovane se consideriamo che la prima fotocamera digitale risale al 1981 (Sony Mavica) e nonostante qualche tentativo di innovazione –vedi le nuove fotocamere mirrorless– il tutto si basa sullo scimmiottare la pellicola (filtri, grana, vignettatura, bordi bianchi Polaroid). 

Le reflex a pellicola di 30 anni fa funzionano ancora oggi con gli stessi risultati. 

Siete veramente sicuri che fra 30 anni anche la vostra Digitale farà altrettanto? La Pellicola è stata creata per l’occhio umano, non per un computer. I formati dei file che vengono utilizzati oggi –Raw, tiff, Jpeg– saranno ancora compatibili con le tecnologie future?
Anche i supporti nei quali salvate i vostri preziosi file sono in costante rischio. I file digitali si possono perdere, cancellare per errore, subire conversioni degradanti. Lo stesso dicasi per l’hardware: studi dimostrano che un disco rigido dopo due anni è già da considerarsi “vecchio” e soggetto a guasti. 

Tutto questo non può accadere alla pellicola. 

Non puoi cancellarla, non teme i virus, non teme i crash, non ha problemi di compatibilità, se cade non succede nulla.

simone angarano

Anche la qualità dell’analogico risulta essere superiore: sapevate che volendo ragionare in termini di megapixel, una pellicola medio formato 6×7 ne ha 78? Se poi saliamo di dimensione andando al 4×5 pollici (10x13cm), ecco che tale numero supera 200 e in termini economici oggi con poche centinaia di euro si può accedere a tutto questo.

In conclusione la pellicola è qualcosa di tangibile, concreto e reale da poter tenere tra le mani e richiede un processo di stampa altrettanto fisico da mostrare e condividere faccia a faccia.


Credo che oggi sia il modo migliore per distinguersi da una massa digitale da “Social”. 

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