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Ritratti: Queen Elizabeth II

A cura di Simone Di Matteo

“Mai con il mascara, quello serve alle attrici per farsi notare, io non ne ho bisogno” – Queen Elizabeth II

“Mai con il mascara, quello serve alle attrici per farsi notare, io non ne ho bisogno” disse una volta, nel corso di uno dei suoi innumerevoli discorsi destinati a passare alla Storia, la compianta Regina Elisabetta II, l’ultima Grande Monarca, se non addirittura la Sovrana per antonomasia, che la contemporaneità abbia avuto l’opportunità e la fortuna di conoscere.

Ebbene sì, perché non bastano un diadema scintillante, un seggio sontuoso, un trucco sfavillante oppure dei nobili natali per fare “un buon Re” o “una buona Regina”. Al contrario, ci vuole qualcosa in più, e lei, dopotutto, è stata, è e sempre sarà molto più di un semplice titolo. Una donna dai mille volti ma con un unico scopo: servire il suo Paese al meglio delle sue possibilità. Lo testimonia l’impegno verso il popolo in nome del quale ha prestato un giuramento, il che l’ha portata spesso e volentieri a lasciare in secondo piano questioni o interessi e sogni perso

Mai con il mascara, quello serve alle attrici per farsi notare, io non ne ho bisogno” disse una volta, nel corso di uno dei suoi innumerevoli discorsi destinati a passare alla Storia, la compianta Regina Elisabetta II, l’ultima grande Sovrana che il mondo abbia avuto l’opportunità di conoscere. Ebbene sì, perché non bastano un diadema scintillante, un seggio sontuoso, un trucco sfavillante oppure dei nobili natali per fare “un buon Re” o “una buona Regina”. Al contrario, ci vuole qualcosa in più, e lei, dopotutto, è stata molto più di un titolo. 

Ci vuole qualcosa in più, e lei, dopotutto, è stata molto più di un titolo.

Una donna dai mille volti ma con un unico scopo: servire il suo Paese al meglio delle sue possibilità. Lo testimonia l’impegno verso il popolo in nome del quale ha prestato un giuramento, il che l’ha portata spesso e volentieri a lasciare in secondo piano questioni o interessi e sogni personali che ai più sembrerebbero di primaria importanza. Oppure, il legame con una tradizione millenaria ben lungi dal voler essere abbandonata, con la riluttanza dapprima e l’accettazione poi verso il cambiamento.
O ancora, l’essere ligia al dovere fino agli ultimi istanti di vita, non a caso ha nominato il nuovo Primo Ministro inglese Liz Truss, il sedicesimo, sotto il suo mandato, di una lista che include personalità del calibro di Winston Churchill e Margareth Thatcher, appena due giorni prima della sua triste dipartita. Ma ciò che più di ogni altra cosa l’ha resa indimenticabile è stata la capacità di riuscire a rimanere sempre e comunque fedele a se stessa, non solo come Monarca ma anche (e soprattutto) come donna, moglie e madre. 

Continuamente in bilico tra regresso e progresso, passato e futuro, conservazione e innovazione, non era scontato che “Lilibeth”, era così che la chiamavano i suoi affetti più cari, emblema di un ordine ormai decadente e superato, potesse sopravvivere all’età contemporanea, specialmente se si considerano le trasformazioni in atto all’epoca. Eppure, dalla cultura popolare a quella digitale, televisiva, cinematografica, artistica, letteraria e della moda, sono svariati i campi in cui Sua Maestà è stata in grado di imporsi come punto di riferimento.

Il suo stile inconfondibile, ad esempio, semplice ma eccentrico, monocromo ma esuberante, coloratissimo ma pacato

Il suo stile inconfondibile, ad esempio, semplice ma eccentrico, monocromo ma esuberante, coloratissimo ma pacato, eccezion fatta per il beige perché con quello, per citare le sue parole, nessuno l’avrebbe mai riconosciuta. I suoi abiti, curati nei minimi particolari a seconda delle circostanze e arricchiti da cappellini e borsette in tinta, sono diventati con il passare del tempo fonti di ispirazione per stilisti delle più disparate Maison internazionali e non si sono mai adattati alla tendenza del momento, bensì l’hanno imposta. Solo di recente, più precisamente nel 2021, Ian Griffiths di Max Mara ha ideato un’intera collezione influenzata dal suo look countryside: stivali di gomma, gilet, cerata, occhiali da sole e foulard in testa, il tipico vestiario che la Regina utilizzava ogniqualvolta doveva recarsi in campagna o nella tenuta di Balmoral. Insomma, una delle tante dimostrazioni dell’influenza che la sua personalità è stata in grado di esercitare negli anni. Tutto questo, insieme alla suo spiccato senso dell’umorismo e all’inconfondibile verve ironica, all’amore per gli animali e all’umiltà che l’ha sempre contraddistinta, l’ha resa un’autentica icona-pop della modernità. 

Ispirazione per stilisti delle più disparate Maison internazionali.

Non era nata per essere Regina, tantomeno voleva esserlo, perlomeno all’inizio. Suo padre Giorgio VI divenne re in seguito all’abdicazione del fratello in suo favore e scomparve solamente 17 anni più tardi a causa di una malattia ai polmoni. È così, la primogenita Elizabeth Alexandra Mary ascese al trono il 6 Febbraio 1952, dimostrandosi capace di regnare più di chiunque altro e di ergersi a emblema di un’era che, con la sua scomparsa, si chiude definitivamente. Il suo regno sarà pure finito, ma la sua storia è destinata a perdurare.

In molti ritengono che Lady Diana, con la quale il paragone pare, erroneamente, più che scontato e sulla cui morte di speculazioni se ne trovano a iosa, persino quelle riguardanti il presunto coinvolgimento della defunta Altezza Reale, fosse la “Principessa del Popolo”, ma di quello stesso popolo, senza ombra di dubbio, Elisabetta ne è stata e ne rimarrà la Regina! 

nali che ai più sembrerebbero di primaria importanza pur mantenendo un occhio di riguardo per il Principe Consorte Filippo d’Edimburgo, con cui ha letteralmente vissuto una…

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