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Pesaro, Capitale della cultura 2024.

Pesaro caput mundi: cultura e natura

by Monica Camozzi

Intervista al Sindaco Matteo Ricci. La Capitale della Cultura 2024 si candida al ruolo europeo nel 2033.

A cura di Monica Camozzi

Capitale della cultura 2024. Pesaro, patria di Rossini, città dove si coltiva l’arte ceramica e ci si compenetra con la natura, diventa simbolo di un crocevia fra modernità e legame con il territorio. E si candida a città europea della cultura del 2033, con tante frecce al suo arco. In prospettiva, potremmo davvero dire Pesaro caput mundi!

Abbiamo chiesto al sindaco Matteo Ricci qual è il sentore di questo importante evento, quali sono i progetti e gli obiettivi che traghettano Pesaro –e l’Italia intera- verso il futuro e verso il mondo.

Proiettare il Rinascimento nel futuro senza perdere identità: è possibile conservare le meraviglie locali in un mondo che tende a omologare i modi di nutrirsi, comportarsi, vivere?

È possibile conservarli ed esaltarli. Ed è quello che stiamo facendo con la nostra Capitale italiana della Cultura 2024.

La Natura della cultura è un bellissimo titolo: perché gli eventi culturali secondo lei contemplano pochissimo gli aspetti naturalistici?

La questione che abbiamo posto al cento della nostra azione è stata “La natura della Cultura”, che è anche il tema del nostro anno da Capitale.

Nel programma  di Pesaro capitale della cultura intendiamo quindi esplorare le relazioni contemporanee fra natura, arte e tecnologia

e per farlo abbiamo coinvolto 400 artisti e scienziati da 35 paesi del mondo, consapevoli che nelle relazioni tra questi tre elementi si articolano le principali sfide dell’uomo contemporaneo.

E sono convinto che la cultura debba andare in questa direzione.

Dall’Appennino all’Adriatico: quali percorsi avete strutturato?

Un bellissimo percorso che si chiama ‘50X50 Capitali al quadrato è il macroprogetto simbolo della strategia di valorizzazione territoriale di Pesaro 2024, che vedrà ogni Comune della provincia di Pesaro e Urbino, Capitale per una settimana.

Un calendario di 12 mesi fitto e affascinante (partito il 22 gennaio a Vallefoglia e si finirà a dicembre a Montregrimano Terme), che rappresenta un invito al viaggio tra natura e cultura, alla scoperta di una terra policentrica e polifonica, tra mare e colline.

‘50X50 Capitali al quadrato’ è un grande quadro di una provincia che vuole presentarsi al meglio all’Italia e al Mondo.

50 capitali, centinaia di artisti e creativi..Pesaro è tutto questo?

Abbiamo  l’ambizione di essere una sorta di laboratorio di idee per le altre città che si candidano a Capitale italiana della cultura. Sono stati infatti centinaia gli artisti e i creativi che hanno aderito ad un progetto corale che attiva energie e pone il focus sulle singole eccellenze territoriali, per metterle in rete per il 2024 e per il futuro più lontano.

E sono tantissimi gli eventi e le proposte nate grazie a un inedito lavoro corale fra le amministrazioni.

 Rossini sarà protagonista di qualche evento a tema?

La musica di Rossini è una delle unicità del nostro territorio, senza la credibilità e il prestigio assoluto della sua figura neppure la candidatura a Pesaro 2024 avrebbe fatto strada. A febbraio le iniziative rossiniane sono state proprio il mainstream del racconto di Pesaro  Capitale italiana della cultura.

Per citarne alcune: la presenza delle Marche alla BIT di Milano è stata connotata nel segno di Rossini e di Rossini Gourmet.  Poi ci sono le ‘Settimane Rossiniane’, dal 18 febbraio al 6 marzo, oltre 30 eventi tra concerti, mostre, incontri, danza, laboratori per i piccoli, visite guidate, concerti dal balcone, per celebrare il compleanno del compositore, nato il 29 febbraio.

Nasce il nuovo auditorium Scavolini?

Il nuovo  Auditorium Scavolini sarà la nuova ‘casa della musica’ di Pesaro 2024.

Un’edizione speciale, “extralarge” del Rossini Opera Festival,  vivrà  ad agosto con un programma ricco di eventi nell’arco di 17 giorni, 4 in più del consueto

per offrire maggiori possibilità al pubblico di assistere agli spettacoli del fitto calendario. Insomma, le occasioni sono tante grazie alla partecipazione attiva delle istituzioni e delle realtà – musicali e non solo – del territorio, orgogliosamente unite nel nome di Rossini.

Pesaro è nota per la sua arte ceramica: ha mantenuto questa prerogativa anche nell’era della modernità? Come possiamo conservare questo patrimonio?

 La ceramica è un grande arricchimento culturale per la città. Fa parte di una tradizione e di una cultura che negli anni ha saputo rinnovarsi intrecciandosi con il tessuto del territorio. Sia grazie al lavoro dei tanti laboratori presenti, sia grazie alla nostra scuola d’arte, il Liceo Artistico Mengaroni che porta avanti questa bella tradizione con uno sguardo rivolto al futuro.

Un’arte che ha origini antichissime e fin dal Medioevo è diventa motivo di prestigio, anche grazie a due decori che nel Settecento assicurano grande successo alla ceramica pesarese: la rosa e il ticchio.

Dal 2020 Pesaro è tornata a far parte dell’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, rete che si occupa di valorizzare e tutelare il patrimonio di antica tradizione ceramica in Italia. Bellezze tra le più ammirate oggi ai Musei Civici di Pesaro, che ospitano una vasta collezione di opere e manufatti all’interno di una vera e propria stanza delle meraviglie.

Abramovic, Pomodoro, grandi eventi: quali di essi le stanno particolarmente a cuore in questo programma?

Tutti. Stiamo lavorando intensamente alla progettazione di questo anno straordinario e siamo molto orgogliosi di essere riusciti a portare a Pesaro artisti, spettacoli, mostre uniche come. Abaramovic, Pomodoro, Logli, Ritornano le lucciole: Spark di Studio Roosegaarde, Remote Pesaro, Twin Color, BAT_Bottega Amletica Testoriana, Kagami di Riūichi Sakamoto e Tin Drum, per citarne alcuni.

I flussi turistici sono in aumento, in numeri maggiori del periodo pre-pandemico. Forte l’afflusso di americani, che ora sembrano impazziti per Cernobbio: gioielli come Pesaro come possono entrare maggiormente nello schema mentale di un cittadino straniero?

La Capitale italiana della cultura è una grande opportunità per tutto il territorio, che vogliamo vivere al massimo per migliorare i prossimi decenni.

Sarà l’occasione, alla fine dell’anno 2024, per lanciare ufficialmente la candidatura di Pesaro e Urbino a capitale europea della cultura 2033. Sulla scia di questa bellissima esperienza che stiamo facendo vogliamo candidare insieme le due città UNESCO. Abbiamo grandi elementi di forza e vogliamo inserire il nostro territorio nella rete di città medie italiane che più di altre sono riconoscibili per la bellezza negli anni, con l’obiettivo di intercettare il flusso di nuovi turisti in cerca di cultura. Perché Pesaro 2024 non è un punto d’arrivo, ma un grande punto di partenza.

Usate tecnologie digitali o strumenti come l’AI per promuovere la città? Li userete in futuro, soprattutto al fine di creare esperienze immersive che possano ingolosire il potenziale turista?

Sì. Uno dei simboli della Capitale italiana della cultura è la Biosfera, in piazza del Popolo, che verrà inaugurata il 24 febbraio.

È il nostro albero della vita, che incarna la natura della cultura di Pesaro 2024 e rappresenta il pianeta da salvare.

Un oggetto tecnologico, realizzato grazie alla Casa Tecnologico Emergenti. Una sfera di circa 5 metri d’altezza e 4 di diametro e milioni di led. Un’installazione scultorea-digitale, che trasmetterà contenuti visivi e sonori incentrati sul tema de “la natura della cultura”.

Come pubblico amministratore è contento di questa esperienza? Pesaro avrà gli occhi del mondo addosso! Organizzarla ha permesso di fare il punto su forze e debolezze del territorio?

Sono molto soddisfatto per come abbiamo iniziato questo anno, alla grande con la cerimonia di apertura e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Non avevamo mai avuto una visibilità mediatica come abbiamo avuto in quei giorni, sia nazionale che europea. L’avvio del 2024 è stato un traino per tutto il territorio. Quando due anni fa abbiamo vinto il titolo di Capitale italiana della cultura 2024

abbiamo subito capito che sarebbe stato un passaggio storico, che abbiamo deciso di giocarci al meglio, con un programma di levatura mondiale, che accende i riflettori sulle unicità culturali, ambientali, imprenditoriali, enogastronomiche della nostra bellissima provincia.

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