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giorgio salomon tempesta vaia 2016

NATURA FRAGILE. Quando le parole non bastano

Fino al 18 giugno 2023, il Mo.Ca. – Centro delle nuove Culture a Brescia ospita la mostra Natura fragile. Quando le parole non bastano, curata da Renato Corsini, col contributo della Banca Valsabbina, che raccoglie 100 fotografie, scattate dai più importanti autori della cronaca e del reportage italiani che descrivono la fragilità della natura che si manifesta in tutta la sua drammaticità, ovvero quando terremoti, alluvioni, mareggiate e fenomeni estremi, uniti all’imperizia dell’uomo, diventano tragedia.

natura fragile

La rassegna è una delle iniziative della VI edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, con la curatela artistica di Renato Corsini che, dal 24 marzo al 27 agosto 2023, propone una serie di iniziative allestite nelle più prestigiose sedi espositive della città che, nell’anno di Bergamo Brescia Capitale della Cultura Italiana 2023, ruota attorno al tema Capitale, e alle aree d’azione su cui si costruisce il programma; in particolare, la cultura come cura, che reinterpreta la tradizione solidale locale, la città natura, per ridisegnare le relazioni in vista di una coesistenza sostenibile, la città dei tesori nascosti, per ripensare il rapporto con il patrimonio esistente.

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L’iconografia del disastro passa attraverso il lavoro di quei professionisti, da Mario Dondero a Giorgio Salomon, da Giorgio Lotti a Vittorio La Verde, da Walter Battistessa a Giuseppe Palmas, da Agenzia Dufoto a Gruppo Dietro a un vetro, che per primi si presentano sui luoghi delle sciagure e ne sanno documentare la tragicità del momento con un intento cronistico, scevro dalla speculazione sulla rappresentazione del dolore.

C’è una frase all’inizio della mostra del famoso fotografo Marc Riboud che dice “non è necessario fotografare i morti per documentare l‘intensità di una tragedia”. Questo è il filo conduttore di tutta la mostra che parla dell’icnografia della rappresentazione delle tragedie provocate dalla natura. Grandi fotografi italiani che hanno documentato la storia degli eventi atmosferici estremi in Italia con circa 110 fotografie che costituiscono il nucleo della mostra. Natura fragile dà spazio anche a un evento che esattamente 100 anni fa ha colpito il territorio bresciano: la tragedia del Gleno che colpì in modo particolare il paese di Darfo. Renato Corsini, curatore

Il percorso espositivo si muove attraverso i luoghi delle sciagure italiane che più hanno colpito il paesaggio e l’immaginario collettivo, dalle immagini di Giuseppe Palmas durante l’alluvione del Polesine del 1951, a quelle di Giorgio Lotti che riporta alla memoria i disastri dell’Arno quando invase Firenze nel 1966, a quelle di Aldo Durazzi e di Renato Corsini scattate a seguito del terremoto del Belice nel 1968 e del Friuli nel 1976, a quelle ancora di Giorgio Salomon sulla Tempesta Vaia del 2018.

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