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Maldive, oltre le palme c’è di più

by Monica Camozzi

A cura di Monica Camozzi

Alla parola Maldive, cosa corre alla mente? Atolli come ninfee in uno stagno, mante che ti sfiorano nuotando, palme, sole, sole, mare, mare. Ma qualcuno si è mai chiesto cosa ci sia oltre il resort?

Perché le Maldive non sono un resort. Sono una Repubblica popolata da persone, con una cultura, un modus vivendi, dei valori che a nessuno viene mai in mente i esplorare, abbagliati da interior lussuosi, chele di granchio gigante, natura lussureggiante e fauna marina.
Abbiamo parlato con una persona che vive mostrando ai turisti (ma sarebbe meglio chiamarli viaggiatori, ndr) la vera anima delle Maldive. Non solo mare-mare, sole-sole, resort-resort.
Lei si chiama Paola Pesce, nomen atque omen. Italiana per genesi, maldiviana nel cuore e nei fatti.

Paola, vivi alle Maldive da lustri ormai: fuga o scelta consapevole?
Scelta consapevole.  Fino a un certo punto! Tutto è iniziato con il classico viaggio familiare e il classico innamoramento, dopo il quale abbiamo deciso di trasferirci io, il mio ormai ex marito  e i miei figli che ai tempi erano piccoli. Quella titubante ero io: poi sono stata l’unica a rimanere. 

 

Cosa vi ha spinti a restare? A cambiare radicalmente vita?
Il loro modo di vivere lento, sereno, tranquillo. Vedevamo una popolazione sorridente, piena di positività. 
I Maldiviani mi hanno insegnato che non c’è bisogno di agitarsi, di stressarsi, che a ogni problema c’è una soluzione, fa parte della vita. Qui l’ansia non esiste. Le cose si affrontano con uno spirito diverso.

Non vedrai mai un genitore maldiviano urlare a un bambino. Qui calma e rispetto sono elementi connaturati nelle persone”.

Oltre le palme c’è di più?
Direi che oltre le palme e il resort c’è qualcosa di unico. Ed è questo che io faccio: porto le persone nelle famiglie maldiviane, le invito  a conoscere questa cultura dove l’apparenza è secondaria. Qui nessuno ti giudicherà se sei sovrappeso o hai i capelli bianchi. Il valore della famiglia è portante nella società. Esiste la naturale propensione a rispettare il padre e la madre, che vengono convocati per le decisioni importanti. Esiste la centralità dei bambini, di cui si occupano anche i fratelli più grandi. Esiste l’amore trasmesso dai genitori con un approccio interiore ed educativo sereno, non aggressivo. 

Sembra la ricetta della serenità.  Ho paura a chiederti come vedi gli italiani…
L’ultima volta sono stata in Italia a giugno 2022. Vi ho trovati stanchi, annoiati. Ho visto donne vestite molto bene, manicure perfette, ma poca gioia. Qui  a Vashafaru la vita ti insegna a tenere buono ciò che hai, a dargli valore. Se si rompe il ferro da stiro non lo ordini su Amazon per il giorno dopo: noi  siamo a 18  ore di barca da Malé. Ci vuole qualcuno che  compri il ferro, che lo metta sulla barca quella  volta a settimana in cui rema verso la tua isola. 

“Avete tutto e non vi rendete conto di questo. In Italia, tornando, ho visto tanta superficialità”

In quale caso torneresti?
Per i miei figli. Giunti all’adolescenza, li ho mandati in Europa perché voglio che provino diverse esperienze e scelgano loro che tipo di vita fare. Io ormai mi ritengo maldiviana. Ci ho messo tanto tempo per insediarmi davvero, all’inizio è tutto bello ma poi emergono problemi, come la distanza a ore di mare dalla capitale. La mancanza di materie prime. O il fatto che esiste un ambulatorio medico generico ma per cose più gravi l’ospedale di Malé seppur modernissimo, è parecchio costoso. Qui la gente va a curarsi in Sri Lanka. O ancora il problema dell’immondizia. Insomma, non è tutto rose e fiori. 

Come trovi i turisti?
Faccio attività social. La mia struttura esiste da tempo, ormai. La cosa bella è che arrivano preparati, spesso mi portano formaggio, caffè, cose che qui non si trovano facilmente. E quando vanno via, altrettanto spesso mi dicono che questa vacanza ha aperto loro la mente. Proprio in questi giorni un cliente mi ha detto “è  come se tu venissi ributtato indietro negli anni, in una realtà  che non ti aspetti ed è un’emozione fortissima, un’esperienza che ti rigenera”.  La gente rimane serena e con tanta voglia di tornare. 

E se non ci sono i turisti, come passi la giornata?
Beh, un po’  lavoro  perché se non ci si fa un po’ di pubblicità online i turisti non arrivano! Leggo tantissimo e verso il tardo pomeriggio  esco, chiacchiero con le persone in paese. Qui siamo all’equatore, ci sono 12 ore di luce e 12 di buio, si va a letto presto. 

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