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Le donne

by AdminAg

A cura di Simone Di Matteo

In un’epoca di digitali speranze e multimediali illusioni come quella in cui stiamo vivendo, figlia del #MeToo e di quel femminismo che, il più delle volte, di femminista non ha assolutamente nulla, dove tutto è il contrario di tutto e niente ha più valore, sbocciano in continuazione, per poi sfiorire subito dopo, un’infinità di buoni propositi che, invece di contribuire ad apportare dei reali cambiamenti, il che è quello che si prefiggono, non fanno altro se non alimentare qualsiasi cosa possa in realtà arrestarli. Una chiara dimostrazione potrebbe esserci data da ciò che ruota intorno alla figura femminile o al ruolo che questa ha acquisito nella società contemporanea e che, in fin dei conti, non è così efficace come dovrebbe.

Ora, non fraintendetemi, numerose sono state le battaglie e altrettanti i risultati conseguiti nel corso degli anni. Rispetto al passato, neanche a dirlo, oggi le donne si trovano senza ombra di dubbio in una posizione nettamente migliorata e duramente guadagnata, nonostante spettasse loro di diritto.
Tuttavia, molte di quelle che mi capita di incontrare mi fanno riflettere sul fatto che ci sia ancora tanto lavoro da fare. Ed è qui che mi ritorna alla mente una frase che mia nonna Concetta ripeteva in continuazione: “
non ne possa nascere una per regno”. Per carità, lei era profondamente maschilista, in certe occasioni sembrava più un uomo che una donna, e di sicuro il contesto in cui era nata, cresciuta e vissuta, l’aveva influenzata parecchio.
Aveva 10 figli di cui 7 femmine, dei restanti due sono maschi e uno in seguito ha intrapreso un percorso di transizione, eppure non amava coloro che non si rimboccavano le maniche per darsi da fare, o peggio, quelle che si abbandonavano alle fragilità divenendone succubi. Per lei era inconcepibile, forse perché in svariate circostanze si è ritrovata a dover essere capofamiglia e donna, padre e madre al tempo stesso.
Chissà! Sta di fatto, però, che non tutte sono da prendere come esempio, modello o guida. Basti pensare alla miriade di madri che massacrano la propria prole o la abbandonano, gente del genere non meriterebbe di nascere affatto. Oppure, a coloro che non hanno un briciolo di amor proprio e non rispettano minimamente se stesse. O ancora, alle tante disposte a sacrificare i loro bambini per puro egoismo. E infine, a chi, per paura, preferisce di gran lunga essere succube di una bestia piuttosto che trovare la forza di vivere liberamente.
Al contrario, le donne che personalmente vorrei e di cui avremmo più bisogno sono quelle che non si sentono meno di uomo.
Quelle che vogliono l’appellativo al femminile e non al maschile, a differenza di
Giorgia Meloni. Quelle che si fanno coraggio per mandare avanti una famiglia e non si rinchiudono in una figura di genere spesso e volentieri stereotipata. Quelle capaci di accettare sempre e comunque i propri figli, di condannarli laddove è necessario, di aiutarli a creare e persino a morire se serve. Quelle che sanno ciò che vogliono e non hanno alcun timore di andarselo a prendere. E mi dispiace dover, in parte, contraddire mia nonna, ma mi auguro che ne nascano milioni di questi fiori sulla Terra. In altre parole, ci vorrebbero più Miley Cyrus, donne forti, indipendenti, mature e in grado di amarsi e rispettarsi, e meno Shakire!!!

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