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La parabola di Arnold Schwarzenegger: bodybuilder, Terminator e difensore dell’ambiente

Un documentario Netflix racconta la storia del grande attore, senza scordarsi l’atleta e la personalità pubblica che prima di tutti ha tagliato le emissioni di gas serra

A cura di Matteo Muzio

Il maggior rappresentante del sogno americano viene dall’estero. Non dovrebbe sorprendere, dato che gli Stati Uniti d’America sono stati fondati da persone arrivate prima dall’Europa poi da tutte le altre nazioni del mondo. In questo caso però parliamo di una persona con tre vite: Arnold Schwarzenegger è stato prima uno dei bodybuilder più premiati del mondo, poi uno degli attori più pagati di Hollywood e infine il governatore dello stato della California. 

Un documentario uscito su Netflix, scritto e diretto dalla regista Lesley Chilcott, lo racconta in tre puntate. 

In sintesi, parliamo di una carriera incredibile per chi era nato in un piccolo villaggio austriaco di nome Thal nel 1947, a pochi passi da Graz, in un paese ancora devastato dai postumi della Seconda Guerra Mondiale. 

Il bodybuilder

Anche il papà di Arnold, Gustav, era un reduce tormentato dai ricordi del conflitto, cosa che lo portò a essere un genitore scostante e a volte violento nei confronti di moglie e figli. Un trauma che si sarebbe ripercosso anche sul fratello di Arnold, Meinhard, morto nel 1971 in un incidente stradale. Nonostante questo retroterra difficile, Arnold ha sempre amato l’attività fisica all’aperto e non solo. Lui però sa già che l’Austria post-bellica, un paese provinciale schiacciato su sé stesso, non faceva per lui. 

Attraverso l’immaginario cinematografico dell’Ercole di Reg Park, un bodybuilder sudafricano, intuisce quale potrebbe essere per lui la via d’uscita dal provincialismo: costruire un fisico come un’opera d’arte con una pervicacia implacabile, avendo “una visione” davanti a sé. Grazie al suo fisico, sarebbe andato nel suo Paese preferito, l’America, dove tutto è possibile. Per quello è disposto a tutto, anche a fuggire dalla caserma dove nel 1965 sta svolgendo il servizio militare, per vincere il suo primo titolo in Germania, a Stoccarda. L’inizio di una lunga carriera dove sconfigge anche il suo idolo da adolescente, Reg Park e conosce il suo migliore amico Franco Columbu. 

Dopo qualche anno passato in una palestra tedesca, riesce finalmente a conquistare l’America dove però si stufa di una carriera che lo porta a vincere per ben 13 volte il titolo di Mister Olimpia. Non per il mantenimento di un fisico concepito come un’opera d’arte, ma per la mancanza di sfide. E per quello che per lui è il maggior rischio: quello di lasciare il campo da sconfitto. 

La recitazione

Per quello decide di cimentarsi nella recitazione. Un campo dove per lui non c’è molto da fare, inizialmente: un pesantissimo accento, un vocabolario limitato e un fisico adatto ormai a un tipo di film epico che nel 1975 era ormai passato di moda. Sembra dunque, per usare le sue parole “un grosso scimmione”. Fino a che non arriva la parte giusta in un fantasy: Conan il Barbaro, nel 1982. 

Da lì poi quello che forse è diventato il suo maggior successo: Terminator, uscito nel 1984, primo capitolo di una saga di grande successo. “Schwarzy”, questo il soprannome che acquisisce, non si ferma lì: vuole sperimentare un genere più difficile per uno con la sua apparenza, ovvero la commedia. 

Ed ecco quindi che Gemelli, film dove recita la parte del fratello di Danny DeVito, diventa nel 1988 il film di maggiore incasso, fino ad allora. Negli anni ’90 però, pur provando anche lo spionaggio nel film True Lies, uscito nel 1994 dove recitava la parte di una spia sotto copertura, comincia a pensare a voler rendere qualcosa indietro al Paese che lo aveva adottato a fine anni ’60 e che nel 1983 lo aveva reso un cittadino. 

La carriera politica

Il suo modello è Ronald Reagan, anche lui attore diventato politico: non può diventare presidente, a causa della Costituzione americana che richiede di essere cittadini sin dalla nascita, ma nulla può impedirgli di diventare governatore della California

Non è questa la sede per parlare delle sue iniziative prettamente politiche, certo però è che in quella veste ha cercato sia di superare le barriere partitiche sia di difendere l’ambiente con iniziative radicali di taglio delle emissioni di gas serra, in un momento dove il mondo ancora non lo vedeva come prioritario. 

Oggi chi è dunque Schwarzenegger? 

Nel documentario emergono anche le fragilità di un uomo che ha dovuto affrontare drammi come la morte prematura del fratello e la fine del suo matrimonio con Maria Shriver, nipote del presidente John Fitzgerald Kennedy, causata dalla sua relazione extraconiugale con Mildred Patricia Baena, una collaboratrice domestica della villa dove Schwarzenegger risiede a Los Angeles. 

Al di là di questi “fallimenti grossi” come lui li chiama, oggi quello che venne chiamato dai suoi detrattori “Governator”, resta un’icona dei tre mondi che ha attraversato, con un pensiero fuori dagli schemi, come a voler sfatare per sempre gli stereotipi su chi bada al proprio fisico curandolo come fosse “un’opera d’arte vivente”.

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