Home Art & StyleCinema e Teatro La battaglia di attori e sceneggiatori contro l’abuso dell’Intelligenza Artificiale
sciopero attori sceneggiatori

La battaglia di attori e sceneggiatori contro l’abuso dell’Intelligenza Artificiale

A cura di Matteo Muzio

Lo sciopero delle maestranze hollywoodiane non è soltanto una questione sindacale: c’entra il rischio che l’intelligenza artificiale possa un giorno sostituire l’ingegno e l’immagine dell’uomo.

Il lavoro attoriale non è un lavoro come un altro: coinvolge non soltanto lo studio del copione, l’immedesimazione nel personaggio e soprattutto l’uso del proprio volto e della propria immagine. Quando poi si lavora a Hollywood, l’immagine viene riprodotta ovunque nel mondo e spesso diventa parte dell’immaginario collettivo. Assunto particolarmente vero nella Golden Age che si svolse a cavallo tra anni ’30 e ’50, quando il cinema americano conquistò l’immaginario del mondo. Eppure, in quel periodo grandi produttori come Daryl Zanuck della Metro Goldwyn Mayer e i fratelli Warner avevano un forte potere decisionale sugli attori. Anche perché questi venivano solo pagati per il loro lavoro, e questo valeva per tutti.

In un film come i Dieci Comandamenti né il protagonista Charlton Heston né una delle numerose comparse riceveva niente più di quanto pattuito, mentre i produttori avrebbero potuto continuare a incassare dai diritti dei film ritrasmessi al cinema o in televisione. Fino al 1960, quando un ex attore divenuto sindacalista di nome Ronald Reagan, futuro presidente americano, intavolò una dura trattativa contro le major di Hollywood che arrivò fino allo sciopero insieme agli sceneggiatori, per riconoscere a tutte le persone la cosiddetta “paga residuale”, un miniassegno che riconosce i diritti a tutti coloro che hanno partecipato, scrivendo o recitando, alla realizzazione di un film o di una serie televisiva. Nel 1980 il problema si ripresentò con l’introduzione delle videocassette, su cui si volle trovare anche in quel caso un compromesso attraverso una dura trattativa che portò a una nuova interruzione del lavoro molto lunga, fintanto che ogni attore, sceneggiatore o semplice performer avesse ricevuto una piccola percentuale anche dai proventi dell’Home Video.

E veniamo all’oggi: stavolta al centro delle proteste delle maestranze c’è non soltanto lo streaming, ma anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ricalcare le sembianze di un attore e crearne una copia per qualsiasi uso. Senza ovviamente riconoscergli alcunché, tornando quindi agli anni ’50. E per certi aspetti, peggiorando la situazione, perché si andrebbe sempre più a fare a meno degli attori in carne ed ossa e magari anche degli sceneggiatori con uno sempre più raffinato dell’intelligenza artificiale, per creare serie tv o film realizzati seguendo i dettami delle ricerche di mercato. Questa è la prospettiva che la rappresentante del mondo degli attori Fran Drescher, già famosa per il ruolo da protagonista nella sitcom anni ’90 La Tata, vuole assolutamente evitare. Senza impedire totalmente l’uso dell’AI per aiutare gli sceneggiatori con i compiti noiosi come compilare liste o scremare i volti giusti per un casting, ma evitando che essa vada a sostituire l’apporto umano nella realizzazione di un’opera d’arte. Già Martin Scorsese, alcuni anni fa, aveva messo in guardia dall’eccessiva attenzione alle ricerche di marketing per scrivere un film. Adesso non bisogna far sì che siano queste ricerche a buttare giù direttamente un soggetto.

Non si tratta quindi soltanto di una lotta sindacale che, come sempre, vede ragioni e torti da entrambe le parti. Stavolta c’è in ballo lo snaturamento di un settore che già da anni stenta a creare prodotti totalmente nuovi per timore di non incassare quanto previsto dagli investitori. Un limite da non valicare per cui è bene che noi utenti attendiamo qualche mese in più il ritorno della nostra serie preferita o che accettiamo che qualche kermesse venga rimandata.

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5