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Gli Uffizi danno i Numeri

Chi dice che l’arte non generi valore, non solo culturale, ma anche economico?

a cura di Luca De Nardo

Probabilmente è uno dei nostri crucci fondamentali. In Italia siamo capaci di valorizzare a sufficienza la Culla dell’Arte, riconosciuta tale dall’intero pianeta?

L’Italia è e rimane la Culla dell’arte mondiale.

uffiziMa siamo in grado di trarne vantaggio?
Lungi dall’addentrarci in discussioni che non ci competono, la verità è che l’Italia è un Tesoro unico al mondo.
E non siamo noi ad affermarlo, ma fonti ufficiali di indiscussa validità
Si stima che l’Italia detenga (in funzione di come si definisca il principio di Patrimonio Culturale) dal 60% al 75% di tutti i beni artistici esistenti al mondo.
Pertanto il nostro Paese resta e rimane un punto di riferimento artistico per chiunque nel mondo. Del resto il patrimonio artistico italiano copre un arco temporale che si estende dalla preistoria ai giorni nostri ed ha condizionato l’arte, la società, i costumi, le correnti e le tendenze di moltissime Nazioni nella storia dell’umanità.

Tale ruolo ci è stato riconosciuto a livello internazionale: la classifica Best countries 2017 di US News & World Report, ha collocato l’Italia prima al mondo per influenza ed eredità culturale. Un risultato che conferma la centralità e l’eccellenza del nostro Paese in tale settore.

Bene, passiamo ai dati, prendendo come spunto i numeri che il complesso Sistema Museale degli Uffizi ha diffuso pochi giorni fa come consuntivo per l’anno 2022.

PRESENZE
4.066.366 complessivamente gli ingressi nei tre spazi delle Gallerie (Uffizi, Palazzo Pitti, Giardini di Boboli): un aumento del +136,2% rispetto al 2021 (1.721.637), e solo -7,4% in confronto all’anno dei record 2019 (quando erano state 4.391.861).
Alla Galleria degli Uffizi sono andate 2.222.692 persone (+129,22%), a Palazzo Pitti 650.612 (171,87%), al Giardino di Boboli 1.193.062 (132,73%).

botticelli palladeINTROITI
Il 2022 alle Gallerie è stato anno top di sempre per quanto riguarda gli incassi delle Gallerie: ben 35.030.387 euro, +2,7% rispetto al precedente massimo, raggiunto nel 2019 con 34.097.744 euro. Dalla bigliettazione sono arrivati 28.638.111 euro (+142,6% rispetto al 2021), mostre e prestiti all’estero hanno fruttato quasi due milioni, 1.921.726 euro, 1.050.000 l’ammontare delle donazioni. Le entrate dirette (diritti d’immagine, affitti spazi per eventi e riprese cinematografiche, ecc.) sono state 1.322.803, quelle indirette (royalties e canoni fissi) 2.097.747.

Numeri da capogiro che tuttavia, da soli, potrebbero essere considerati irrisori se valutati nella loro singolarità.
Quel che è importante considerare e pesare è l’immenso indotto che il valore culturale ed economico dell’Arte è in grado di generare.
Pensiamo solo a tutto l’immenso sistema di ospitalità (Alberghi, Ristoranti, Casa in affitto, Bar) ai correlati servizi culturali e di trasporto, al commercio al dettaglio diretto e indiretto che il turismo culturale smuove.
Pensiamo solo come Firenze, da sola, sia stata capace di ospitare ed attirare 4 milioni di persone affamate di Arte, Cultura, Storia.
Nel 2015 (dati Istat, i più recenti che abbiamo rintracciato) l’intero sistema museale Italiano che totalizza quasi 5000 siti espositivi tra i vari Istituti museali e similari non statali, inclusi sistemi monumentali, hanno accolto circa 110 milioni visitatori in un anno.
L’Italia è un enorme contenitore di valori inestimabili. Nessuna sua Regione è esclusa. Se solo ci fosse la volontà nel valorizzare il Patrimonio che possediamo, avremmo una capacità di generare valori PIL importantissimi, ben superiori agli attuali, con l’enorme indotto che verrebbe attivato dal sistema Arte che possediamo.

E li, in attesa di essere scoperto e sfruttato.
Basta saperlo valorizzare e renderlo disponibile.

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