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Da Mark Zuckerberg a Chiara Ferragni e Fedez: quando la fame di vana gloria non è mai abbastanza

La sostanza, purtroppo, non possiede più alcun valore e a contare realmente è solo la forma

A cura di Simone Di Matteo

In questa nostra sconclusionata società moderna, le cui basi poggiano su nientemeno che digitali speranze e multimediali illusioni, non facciamo altro che vivere di app, applicazioni di apparenza e di app per apparire. La sostanza, purtroppo, non possiede più alcun valore e a contare realmente è solo la forma.
Basti riflettere sull’ultima trovata di Mark Zuckerberg che, neanche a dirlo, ha deciso di alimentare ulteriormente quella sete di fama ad ogni costo e quella fame di vana gloria che contraddistingue la nuova generazione di idolatranti mettendo a loro disposizione, alla modica cifra di 11,99$ al mese, l’ambito badge blu delle sue piattaforme.
Oppure, il che è addirittura peggio, al fenomeno in costante e malaugurata crescita delle cosiddette “influ-attiviste”, divulgatrici seriali, il più delle volte senza arte né parte, che si auto-proclamano esempi viventi in rappresentanza di tematiche e/o lotte sociali attuali, sebbene abbiano poco o nulla a che vedere con esse, pur di mantenere alto il proprio indice di engagement.

Una chiara dimostrazione ne è Chiara Ferragni, che incarna alla perfezione la figura della classica milionaria piuttosto avvezza a sposare le più disparate propagande soltanto quando le fa più comodo, per poi dedicarsi alla prossima réclame di cui diventare testimonial senza avere il men che minimo riguardo. La sua, in effetti, come ci ha dato prova di constatare perfino sul palco della 73esima edizione del Festival della Canzone Italiana, non è altro che un’immagine rimpolpata da battaglie click-bait e retorica usa-e-getta che non fanno bene a nessuno se non a lei. Il discorso sul femminismo portato all’Ariston, a mio avviso, non era un contributo ad un movimento, bensì una strategia volta a riempire il prodotto di un marketing fatto bene con un briciolo di umanità. Così, giusto per renderlo più credibile e avvicinarlo maggiormente al pubblico, alimentando, parallelamente, il falso mito del “se vuoi, puoi”.
E che dire degli strascichi con il marito che si sono susseguiti a kermesse conclusa? Attirato dall’inspiegabile successo ottenuto dalla moglie nemmeno fosse una falena che viene abbagliata dallo splendore delle luci di un lampione notturno, Fedez ha ben pensato di prendersi la scena rendendosi protagonista di alcune parentesi a dir poco grottesche, per non parlare dell’attacco a Mario Giordano, accusato di aver avviato un’inchiesta per capire se fosse o meno omosessuale in seguito al bacio con Rosa Chemical, continuando a cavalcare, a distanza di diverse settimane e al pari della voce di Made in Italy, l’onda di un gesto (a detta di molti) “trasgressivo” nonostante, in verità, non trasgredisca proprio un bel niente.
Che ognuna di queste rientri in un progetto di speculazione ben più ampio in nome dell’audience? O che ne so, che si tratti di mera e becera pubblicità per continuare a far parlare di sé non avendo null’altro da comunicare? Oppure i due sono effettivamente alle prese con una crisi matrimoniale? Per sfortuna, non ci è dato saperlo, anche se a me, sinceramente, non interessa affatto. Quel che è certo, però, è che la seconda stagione della docu-serie dedicata proprio ai Ferragnez è attualmente in produzione!

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