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C’è un Picasso anche nelle supercar…ed è sicuramente un artista!

by Monica Camozzi

A cura di Monica Camozzi

Si chiama Picasso e non è un caso. Perché la supercar che porta il suo nome è stata presentata all’inizio della fashion week alle Officine di Milano e può essere definita arte. Tanto più che a celebrarla sono accorsi due artisti internazionali: Giuliano Grittini, che per l’occasione ha creato una delle sue memorabili opere di cracker art ed Enrico Dicò, the fire artist che ha trasformato con il colore  e la sua plastica combusta un pneumatico Pirelli (con Sabelt, partner tecnico di Picasso automotive).

Stefano Picasso ha presentato al mondo un prototipo  della sua 660LMS: 660 sono i cavalli, LM descrive le caratteristiche ispirate ai prototipi di Le Mans. S è la strada. Perché la Picasso è “ready to race” e non poteva che sfilare insieme al mondo della moda

Meno di 1.000 kg di peso grazie a un telaio integralmente in fibra di carbonio, monoscocca laterale costituita da un pannello in fibra che è il più lungo mai realizzato per un’auto al mondo: 3,24 metri.

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Picasso, l’artista delle auto: il primo prototipo a due anni!

Stefano Picasso conserva ancora il bolide blu che creò a due anni con il Das. Da allora ha giocato a pallanuoto, si è iscritto a ingegneria navale, ha lavorato sulle barche a vela “ma la fissazione di portare una macchina da corsa alla sua massima performance senza intaccarne la bellezza, era sempre lì”.

E le sue idee dovevano essere parecchio valide se hanno convinto il business man e collezionista Robert Wild, che lo ha affiancato rendendo tangibile il suo sogno. 

Oggi la Picasso è un laboratorio industrializzato da cui escono gioielli sartoriali, con ben 5 bespoke assembly stations e un team capace di unire la passione d’artista alle opere dell’ingegno. 

La meraviglia qui non poggia sui soli  dettagli meccanici, come il potentissimo gioiello di propulsione customizzato da Autotecnica Motori,  un 3.0 Twin Turbo V6 a carter secco che sfiora gli 8.000 giri al minut;  o sulle skills che hanno consentito di ingegnerizzare una delle poche macchine al mondo con un telaio totalmente di carbonio: si tratta di una progettualità bespoke, che travasa i principi della sartorialità e della verticalizzazione produttiva nell’automotive.

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Tutti i pezzi fatti ad hoc. Nel 2024 c’è Dakar

Non utilizziamo componenti after market, né ricarrozzate, ogni singolo pezzo viene creato da noi. Questo approccio radicale ci consente altresì di lavorare su carburanti sintetici che portino innovazione anche nel contesto della sostenibilità”.

I clienti possono arrivare in officina e costruire la loro supercar insieme a meccanici e tecnici. 

Abbiamo in previsione dei veri e propri training, per insegnare a chi guiderà la propria Picasso alcune cose essenziali, in un percorso che li porta a crescere insieme a noi. 

Numerosi gli artisti presenti al vernissage, oltre a critici d’arte che si univano a personalità del mondo dello sport come Marco di Costanzo, produttori musicali come Giancarlo Prandelli, gestiti dall’abile regia del team di Willdoo, progetto mirato a portare l’espressione artistica sul mercato in maniera originale e rispettosa della mission di ogni creativo.  

Come un purosangue, una macchina Picasso corre per vocazione, per genesi, muovendosi sulla linea spazio tempo con la perfezione di un’alchimia.  

E siccome ogni supercar di Stefano nasce per correre, sulla sua linea di arrivo c’è Dakar, nel 2024. 

www.picassoautomotive.ch

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